L'Angelo dal cuore di Pietra

Io sono l'angelo che non prova emozioni, nè gioia nè dolore, nè odio nè rimpianto!

Ora..... ricorda!

Da dove....

Neanche io potrei dirlo...
Mi sono risvegliata pietra....

Scrivi nella pietra.... ciò che scrivi rimarrà per sempre

 

 


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Contatore

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Roma

Roma, anzi ad essere precisi, periferia di Roma, sette e quindici di mattina. Ho appena lasciato Ale e sono in coda.
In realtà, più che essere in coda, direi che sono bloccata!
Aspetto qualche minuto, con la speranza che la situazione si sblocci, ma niente da fare.
Ingrano la retromarcia e cambio strada. Sarà sicuramente più lunga, ma non riesco proprio a rimanere in fila.
Guido con calma, la strada è abbastanza sgombra, anche se a tratti ritrovo il delirio di qualche attimo prima; delirio che fortunatamente concentra la sua attenzione nella direzione opposta alla mia.
La radio va, così come i miei pensieri.
Canzoni che si mischiano alla voce dello speaker e dell'onnipresente pubblicità. Ma scivolano su di me senza lasciare traccia.
Strade strette, svolta a destra, ancora a destra e via, verso l'autostrada che spero di trovare libera.
Delusione!
Di nuovo la coda, dal casello e oltre.
Rimano glì, rassegnata. Ogni opzione e percorso alternativo sono naufragati contro questo fiume di macchine.
Alzo la radio e accendo una sigaretta. Eccomi, predisposta all'attesa. Un susseguirsi di prima, seconda e folle.
Non arriverò mai!
Ma poi, una decisione improvvisa, leggo il cartello che indica la mia uscita. Con una punta di prepotenza cambio corsia, fino a raggingere quella d'emergenza.
Non si fa, lo so. Ma è per un tratto brevissimo.
Godo degli sguardi scandalizzzati degli altri automobilisti, mentre filo via, veloce sulla destra, lasciandoli con un ultimo sguardo lanciato nello specchietto retrovisore.
Fantastica sensazione!
Dopo altre macchine, altre code, arrivo finalmente alla metropolitana. Macchina parcheggiata all'ombra, pedaggio pagato e biglietto acquistato.
Sono tornata diligente, la trasgressione che mi sono concessa in autostrada, già dimenticata.
La metropolitana, stranaente questa mattina, non assomiglia ad un carro bestiame, trovo addirittura posto a sedere.
Un miracolo!
Apro il libro, mentre l'effluvio di odori mi colpisce come una mazzata.
Un fritto misto, dove puoi riconoscere l'odore dell'aglio e della cipolla mangiati da qualcuno la sera prima, l'odore di sudore stantio già alle otto di mattina, che mi induce a pensare che più di qualcuno soffra di una rara forma di allergia all'acqua. Più altri odori, che non mi impegno neanche ad identificare. Non sarebbero di certo più sopportabili. Meglio lascirasi distrarre dal libro.
"CAOS CALMO" di Veronesi. Di caos intorno a me tanto, ma di calmo c'è ben poco.
Ma non importa, assaporo già l'arrivo a Termini, la battaglia con altri corpi accaldati per raggiungere l'uscita. Poi la camminata nella mia Roma, nel'eterna scoperta dei suoi mille particolari.
Ecco, ce l'ho fatta. Sono fuori.
Mi aspettavo di trovare il sole, il cielo azzurro e terso. Invece no, l'aria è plumbea e pesante.
Sospiro. Inizio a camminare, ripetendomi che sarà lo stesso piacere di sempre. Ma già dopo pochi passi, capisco che non è così.
Mi guardo intorno smarrita, dov'è la mia Roma?
Quela che conosco e amo. Sembra essere stata fagocitata da una realtà diversa e aliena.
La mia mente viene assalita da milioni di pensieri incoerenti, che si accalcano tutti insieme fuggendo subito dopo, in mille direzioni diverse.
E io cammino. Così come mi hanno insegnato.
Un passo dietro l'altro, il mento alto e lo sguardo proteso in avanti. Gli occhi che cercano disperatamente un particolare conosciuto a cui aggrapparsi.
Poi quel pensiero mi colpisce all'improvviso, come un pugno nello stomaco che mi toglie il fiato.
Roma è brutta quando è nuvolo!
Cambia volto, cambiano gli odori. Roma non appartiene più ai romani quando non c'è il sole.
La malinconia si impossessa di me, insieme ad un'insana curiosità di scoprire questa Roma.
Allora osservo.
Gli odori sono la prica cosa che richiama la mia attenzione. Sono pesanti e compatti. Mi sento avvolgere da quest'odore di smog. Di fumi di scarico e polvere. Li sento sulla mia pelle, sui miei capelli. Si arrampicano come insetti su per il naso, sciamano nel mio cervello pulsante e giù nella mia gola.
Amari, sgradevoli, soffocanti.
Ma di nuovo è la curiosità a spingermi oltre.
E vedo i veri padroni di Roma, i padroni di un giorno. I "mordi e fuggi".
Sono i turisti, con le loro facce rosse ed eccitate. Camminano assurdi, con le infradito e i pantaloni corti. Le donne con i costumi in bella vista sotto cannottiere leggere.
Non c'è il mare a Roma!
Un bensiero banale, ma che rimbalza fastidioso battendo contro le pareti della mia scatola cranica.
Mi viene voglia di fermare una turista, forse è irlandese, non so cosa me lo faccia pensare. Forse i suoi capelli castani, gli occhi di un azzurro slavato. La vorrei afferrare per un braccio, mentre mi supera e dirgli:
"Forse non lo sai, ma il costume è inutile, non c'è il mare a Roma."
Ma poi non lo faccio, forse si è attrezzata per fare il bagno in una delle tante fontane di Roma. Forse vuole illudersi di essere protagonista della "Dolce vita" di Fellini.
Archivio l'irlandese e vado avanti, arrivo alla chiesa di Santa Maria Maggiore, anche qui altri turisti. Scattano foto. Io li aggiro, passando alle spalle di quello che stringe la macchina fotografica e scatta come un forsennato. Non ho proprio voglia di finire, immortalata, in qualche computer estraneo, magari racchiusa in una cartella denominata, con tanta ironia, "Vacanze romane".
Continuo, il semaforo è rosso eppure i turisti passano indifferenti. Non lo farebbero mai nelle loro città, ma chissà perchè pensano che qui non ci sia bisogno di rispettare le regole.
Un'automobilista suona inviperito ad una coppia di giapponesi, questi finiscono di attraversare, sempre con il rosso, poi si girano e fanno il loro inchino verso l'automobilista, con i loro sorrisi costruiti sulle labbra.
E' un attimo, l'automobilista si volta, mi vede, mi riconosce affine a lui. Mi fa un sorriso rassengato, di intesa a cui io rispondo alla stessa maniera, quasi a dirgli:
"Hai ragione, oggi sono loro i padroni e noi dobbiamo subire."
Poi lui ingrana la prima e riparte.
Intanto l'omino verde compare sul semaforo davanti a me ed io attraverso.
La strada può sembrare la stessa, eppure è diversa.
C'è vento, ma non è piacevole. Perchè smuove gli odori e te li getta in faccia. Ma è peggio quando si ferma, perchè la cappa si fa viscida e pesante.
Lo avverte anche la pazza tedesca. Di solito la mattina va su e giù per la strada. Imprecando in tedesco. O forse no, non conosco il tedesco. Magari recita una poesia o una preghier, che quella lingua sconosciuta e così dura per le mie orecchie, trasforma in imprecazioni.
Oggi invece non parla, sta seduta con i pacchi delle sue cose intorno, quasi a crearsi una roccaforte difensiva. Il suo sguardo è perso lontano, i suoi occhi, di un azzurro intenso, sono assenti. Le rughe, sul suo viso abbronzato, sono più profonde e i capeli grigi sembrano spenti e privi di vita.
Sono le nuvole, penso, hanno tolto Roma anche a te.
Ho fame, entro in un bar e prendo cappuccino e cornetto. Fa caldo qui dentro, si soffoca. Mangio in fretta, non vedo l'ora di uscire. Certo fuori non sarà meglio, ma almeno non sentirò i capelli che si avvinghiano come serpi al mio collo. Le gocce di sudore non scenderanno più fastidiose sulla mia schiena.
Esco, ed un sospiro quasi mi soffoca.
Cammino, abbasso lo sguardo Il giallo della maglietta che indosso mi ferisce quasi gli occhi.
Inadeguata!
Penso, come una macchia di colore caduta per sbaglio su un disegno a carboncino.
Scuoto piano la testa, arrivo a largo Brancaccio, poco più giù il teatro. E proprio mentre gli passo davanti, le nuvole si aprono.
Il sole mi coglie di sorpresa e mi fermo, di botto, così in mezzo al marciapiede.
Spalanco gli occhi godendomi la trasformazione.
Il sole è tornato, come un conquistatore mi restituisce Roma.
Mi raggiune un profumo fresco e intenso, l'idea di essere impazzita mi sfiora, ma poi mi volto e vedo gli oleandri, bianchi e rosa. Anche loro salutano il sole, che fa brillare i marmi e i vetri di Roma. Che le restituisce lo splendore.
E anche i romani tornano, il vecchietto con la busta di plastica con dentro il pane e il latte. Un papà che legge il giornale mentre spinge il passeggino, dove un bimbo si guarda intorno ad occhi spalancati, anche lui ha visto il cambiamento.
E sorrido, chiudo gli occhi aspirando avidamente. L'odore dello smog è sparito. Solo gli oleandri e, più soffuso, l'odore di cipolla soffritta pronta per il sugo.
Riprendo a camminare, più allegra e sollevata, mentre tra me e me mormoro:
"Bentornata Roma!"

Postato da: Stone_Heart a 13:35 | link | commenti |

Canzone ritrovata

Le note sono quelle conosciute, il ritmo non è cambiato. Forte, duro, concitato.
Quante volte ho ascoltato questa stessa musica, con emozioni altrettanto forti e dure. Quante volte ho pianto sui suoi andanti frenetici.
Perchè stasera ritorna?
Non saprei dirlo. Perchè stasera mi è tornata la voglia di ascoltarla, perchè stasera mi è tornata la voglia di scrivere.
Sono tornate anche le stesse emozioni?
Un attimo, poi la risposta può essere una sola.
No!
Le emozioni sono diverse, io sono diversa. Non mi permetto più di soffrire come allora.
Allora perchè?
Non saprei, forse perchè ho bisogno di ricordare. Forse perchè la mia mente ha bisogno di tornare a quei momenti per promettersi ancora una volta.....
Mai più!
Ci sono ricaduta. Ancora una volta. Ho rischiato di tornare nell'incubo. Un incubo nero e profondo come gli abissi più oscuri.
Ma sono riuscita a tirarmene fuori. Sono riuscita a mantenere la promessa che mi sono fatta tanto tempo fa.
La musica si ripete, ancora... e ancora... per poi tornare ancora una volta. Ne sono quasi ipnotizzata... e come facevo tanto tempo fa... lascio che le mie mani si muovano veloci sui tasti, a prevenire i pensieri appena abbozzati e a fissarli in eterno su uno schermo luminescente.
Era una sensazione che avevo dimenticato.
Spengo la luce, al buio tutto sembra più irreale.... e lascio andare la mente e le mani.
Chiudo gli occhi, sento la musica che mi penetra in ogni poro della pelle.... Mi trasporta in alto per poi lasciarmi ricadere. Nuvole di infinito passano accanto al mio corpo, sfiorano il mio viso. Leggere accarezzano le mie labbra.
Mi lascio andare al loro dolce abbraccio, è così tanto tempo che non le sentivo intorno a me, che non ritrovavo cieli limpidi, puri e neri in cui volare.
Respiro, mi ascolto, mi osservo.
Voglio ritrovare le mie ali, non le ho perdute... non ancora, ci sono andata vicina, ma invece sono ancora lì. Un attimo e si aprono, sento l'attrito che fanno con l'aria, prima di dischiudersi e planare sulle distese infinite della mia mente ancora confusa.
Dicono che una volta imparato a nuotare non lo si dimentichi mai più. E' lo stesso per volare. Una volta che hai saggiato e ali, non dimentichi più l'ebbrezza di una planata. Il chiuderle improvvisamente per gettarsi in picchiata. L'aria che fischia e romba nelle orecchie, così come i tamburi e le percussioni di questa canzone.
Libera!
Posso dire di essere libera solo quando riesco a librarmi nei miei cieli infiniti, impalpabili per chiunque altro tranne me.
Vi amo.
Amo la sensazione che ricevo quando riesco a riunirmi a voi.
Selvaggia e un pò crudele.
Amo il freddo sulla mia pelle. L'aria tra i miei capelli. Il sapore dolce e amaro sulle mie labbra.
Amo essere libera di essere io.
Amo poter guardare in alto, vedere le stelle e la luna e pensare di essere un pò come loro. Di avere un pò della loro essenza che scorre  furiosa nelle mie vene. Amo la dolce sensazione che ho quando sono certa di non essere compresa. Quando colgo alcuni sguardi su di me, che sembrano soppesarmi come un animale buffo e raro. Amo i sorrisi di circostanza che vedo sui visi quando grido la mia verità.
Nessuno ci crede. Nessuno può capire la mia sete assurda di solitudine, la mia ferocia nel rimanere isolata dal branco. Sguardi di sufficienza che sembrano affermare che le mie sono solo patetiche bugie. Difese di chi è già stato ferito.
VI SBAGLIATE!
E' il mio grido silenzioso.
Sbagliate a pensare che non sia la verità. Non indosso maschere quando affermo ciò che sono, non ne ho bisogno, perchè non vengo mai creduta.
E la musica va.... ancora e ancora... e non vorrei mai smettere di sentire il rumore dei tasti che vengono colpiti dalle mie dita, che si muovono frenetiche sulla tastiera. I miei occhi chiusi che ricercano colori, le mie narici che fremono alla ricerca di odori.... le mie orecchie che sono colme di questi suoni atavici, puri e bellissimi.
Non smettere mai... non finire mai... porta la mia vita lontano da quello che è ora. Ridalle lo splendore di un tempo. Quando volavo ogni sera, quando la luna bagnava la mia pelle con i suoi colori.
Fammi ritrovare, aiutami a ritrovare me stessa. Aiutami a ritrovare la rabbia con cui riuscivo a scalzare il mondo ed ogni idea conosciuta. Aiutami a rituffarmi nel mistero del mio più nascosto ardore.
E quando le note partono nell'assolo di chitarra elettrica, sento il mio cuore battere allo stesso ritmo. La mia coscienza gridare esultante.
CI SONO!!!! SONO ANCORA QUI. NESSUNO MI HA SCONFITTA!
E sorrido, nel buio sorrido e mi amo. Immensamente come nessuno ha mai fatto ancora.
E nel dissolversi del canto che ha accompagnato questo mio delirio, mi abbraccio, mi stringo forte e mi ripeto... ancora una volta....
Non hai bisogno di nulla... ci sei tu che basti a te stessa.
E mi lascio andare, trasportata dalle correnti ascenzionali... e nulla sembra avere più importanza... e nulla essere più grande di questo mio cielo oscuro in cui torno a perdermi... in cui torno ad essere a casa.



Postato da: Stone_Heart a 00:44 | link | commenti (3) |

Si parte!

Estate in pratica finita. Oggi si riprende la vita più o meno normale.
Un'estate particolare questa appena passata, intensa sotto tanti punti di vista.
Amici ritrovati, tante risate che fanno bene al cuore.


E ancora qualcuno



Purtroppo non sono tutti, qualcuno appena si nota, ma sono una buona rappresentanza.
Persone che si sono ritrovate, nottata a ridere e scherzare, un week end che rimarrà impresso nella memoria.
Sono felice, a volte basta così poco. Sentire vicino persone, fare cose insieme è appagante, ti dà la carica per ripartire e pensare... Ce ne saranno altre di giornate così "perfette".
Un pensiero a tutti quelli che avrebbero voluto esserci ma non hanno potuto.
Il prossimo ci sarete anche voi!
Grazie... grazie a tutti delle bellissime sensazioni, perchè una vita condivisa con gli amici è una vita degna di essere vissuta.
Un bacio!

Postato da: Stone_Heart a 10:58 | link | commenti |

Compleanni e cose varie

Un altro compleanno se ne va, questa volta non è stato davvero come gli altri. Ho dato l'addio ad una persona importante.... e forse neanche gliel'ho mai detto.
Ero lì, nell'atmosfera rarefatta della chiesa e mi venivano in mente parole, che sono rimaste chiuse nel mio cuore.
Rivedevo il suo viso e il suo sorriso, rivedevo il suo scuotere la testa quando discutevamo. Mai mi ero resa conto che siamo..... che eravamo così simili.
Testardi entrambi, sicuri che le nostre idee erano quelle giuste. Che il nostro modo di vedere il mondo fosse quello più giusto.
Avrei voluto andare sull'altare, prendere il microfono e cominciare a parlare, ma poi me n'è mancato il coraggio. Le parole si sono congelate sulle mie labbra.
Avrei voluto ricordare a tutti com'era... com'era per me. A quanto gli avevo voluto bene, a tutti gli episodi che ricordavo su di lui. Anche se sono troppo pochi. La lontananza non ci ha permesso di averne di più.
Non scorderò mai il mio quarantunesimo compleanno, privo di festeggiamenti, a  parte aver spento un accendino davani ad una crepes alla nutella, con mia figlia che mi guardava e scuoteva la testa, consapevole di avere una madre fuori da ogni schema conosciuto.
Gli auguri sono arrivati, tanti..... i primi i più piacevoli. A mezzanotte alcune delle persone per me importanti se ne sono ricordate...... Altre no, anche per loro questo giorno è passato lontano dalla memoria. Ma non importa, anche io sono un disastro con le date. Non posso aspettarmi dagli altri ciò che io per prima non riesco a fare.
Oggi poi... è già domani, in questo momento in cui scrivo è già il giorno dopo...e  tutto ricomincerà, forse uguale... forse diverso... non so.
Tante cose cambiano e con un anno in più guardo alla vita pensando... un altro anno in meno da vivere.
Le riflessioni si rincorrono sulle casualità della vita. Quanto è facile perderla, può accadere tutto così... in un attimo che si fissa in eterno.
Domani... si... domani è un altro giorno.... vissuto da molti... ma da tanti altri lasciato in sospeso come un punto interrogativo.
Amare riflessioni per un compleanno appena lasciato alle spalle.... amare riflessioni fatte di parole che sanno di sale.
Allora forse rimane una sola cosa da dire... alla persona a cui ho dedicato questo mio compleanno.
Arrivederci... come al solito tu sei due passi avanti a noi, sei andato a scoprire un'altra dimensione... ci stai preparando la strada. Ti rivedrò, con il tuo sorriso aperto... venirmi incontro e dirmi...
"Non è poi così male qui. Ti spiego come funziona."
Ed io come al solito mi metterò sulla difensiva, replicando...
"Posso scoprirlo da sola come funziona."
Ma subito dopo rideremo, di nuovo...... e sarà un riso che avrà il sapore dello zucchero filato, della cioccolata e della panna. Sarà un riso felice e sereno, perchè finalmente comprenderemo dove ci ha portato questa pazza vita a cui rimaniamo attaccati con ostinazione selvaggia.
Arrivederci..... e il resto della strada... lo faremo insieme. Aspettami!

Postato da: Stone_Heart a 01:02 | link | commenti (2) |

Onde Anomale

Onde anomale, che si rifrangono sul tuo destino e in un attimo lo svelano.
I desideri, i pensieri più nascosti. Ciò che pensavi potesse celare ancora di bello il tuo futuro, tutto spazzato via in un attimo. Il tempo di una frase gettata lì senza pensare alle conseguenze che avrebbe potuto avere.
Onde anomale.
Quante nella mia vita.
Guardarsi indietro e scorgere le rovine lasciate, coperte di alghe e di sabbia bagnata. Ogni impronta cancellata dalla furia degli elementi.
Chiudere gli occhi un istante, cercare con la mente quell'immagine di cui non sai la provenienza.
Una scogliera, il vento che urla tra gli scogli, il mare che ribolle di schiuma bianca. Una figura avvolta da una scialle, seduta con le ginocchia al petto a guardare forse un'alba oppure una notte che sta per arrivare.
Chi è quella figura?
Troppe volte me lo sono chiesta. A volte pensare di essere io in un'altra vita. Eppure la vedo così triste e sola che mi sento il cuore andare in pezzi.
Riconoscerei quel luogo se mai lo vedessi, è impresso a fuoco vivo nei miei ricordi che in realtà ricordi non sono.
Memoria cosmica forse, memorie di un'altra donna che ha amato e sofferto. Memorie di qualcuno che come me ha vissuto una vita in sordina. Passando piano dietro le quinte senza mai esserne attrice sul palco.
Eppure, a volte, ho la sensazione che non sia tutto qui, a volte basta guardare un posto per sapere che c'è qualcosa di più in attesa... o forse qualcosa che si è già consumato e che invece mi intestardisco a rincorrere.
Ma un raggio di sole arriva sempre, anche dopo la peggiore delle tempeste.
"A te ci penso io..."
E guardare quel viso, vedere la giovinezza e riconoscerne i tratti.
Il viso di un ragazzo che si affaccia alla vita e presto diventerà un uomo.
E sorridere pensando che sarà una persona speciale. Sorridere pensando che un pò di merito in questo ce l'hai anche tu.
E il sorriso non si spegne e mi accompagna anche in questa notte, quando il pensiero delle mie onde anomale si fa più cupo.... perchè so che dopo ci sarà sempre il mio raggio di sole.

Postato da: Stone_Heart a 00:26 | link | commenti |

Mattina

Silenzioso, quest'attimo, completamente dedicato a me.

Pochi istanti e la vita riprenderà frenetica, ma in questo istante i miei pensieri vagano, in un infinito fatto d'azzurro e di luce.

Poi... non sarà più!

Postato da: Stone_Heart a 06:56 | link | commenti (1) |

Una giornata speciale

Ieri, una giornata speciale..... Ero felice, dopo tanto tempo, serena e felice. La mia tata, è stata una giornata e una nottata splendida. Delle nostre, passate a chiacchierare, a ridere come due pazze perchè ci hanno fermato i carabinieri alle 11 di notte ed io, quando ci hanno mandato via, gli ho detto, con un sorriso a 32 denti: "Buona serata anche a voi!" E la mia tatina. "Tesoro, quelli stanno a lavorare, tu gli dici buona serata, si saranno di sicuro sentiti presi in giro!" E giù a ridere fino alle lacrime.... senza un perchè vero, solo perchè eravamo felici di stare insieme.
Ho fatto delle foto, una mi piace tanto... è questa...
Marta 007Adoro l'acqua... in un'altra vita devo essere stata legata all'acqua in qualche modo. Mi dà serenità, mi fa stare bene.
Si, sono serena e felice.....

Postato da: Stone_Heart a 13:41 | link | commenti (1) |

Tornata

Sono tornata, dopo l'ennesima caduta.
Ancora una volta risvegliarsi e scoprire che è stato tutto un sogno.
Ancora una volta aver detto basta per non cadere più in basso.
Ancora una volta soffrire e far soffrire.
Non si impara mai dagli errori passati?
Non so rispondere.
Di certo non sono io che posso dire di aver imparato.
Anche se ogni volta che questo mio stupido cuore riprende a battere,
mi ripeto che sarebbe meglio restasse pietra.
Ancora una volta, intorno ad esso, ho eretto barriere.
La speranza è la stessa, che siano abbastanza dure da non essere abbattute.
Vado avanti.
Vado sempre avanti, perchè questo lo so fare.
Qualche parte di me, inevitabilmente, rimane indietro.
Perduta.
La pietra non si rigenera, quando si spacca rimane com'è.
Il marmo non può essere riparato, resterebbe sempre una ferita a ricordare che,
ciò che ora non lo è, una volta era sano.
Vorrei gridare al mondo la mia debolezza.
Ma gli altri mi guardano e pensano che io sia forte.
Non sanno che la pietra quando cade si frantuma.
Non importa.
Vado avanti.
Per la strada che ormai ho scelto.
Senza rimpianti, questa volta.
Senza rimorsi.
Solo una grande malinconia.
Che quando arriva la notte
è difficile scacciare.

Postato da: Stone_Heart a 00:03 | link | commenti (2) |

Sensi, all'erta, tesi come quelli di un predatore.

Ma non voglio alcuna preda, vorrei solamente il riposo dopo la caccia.

Sangue, nella bocca... nella gola....

Ma è il mio!

Vita, scivola via.

Silenziosa e immota.

Nero, come la notte passata.

Scura e minacciosa.

Bianco, come la spuma del mare.

Che arriverà a portarmi via!

Postato da: Stone_Heart a 08:13 | link | commenti (4) |

Parole

Parole, come maree eterne che si rincorrono per infrangersi in un attimo di infinito.

Non bastano, per capirsi... comprendere il cuore dell'altro.

Parole, si infrangono su di un muro insormontabile.

Mattoni di rancori mai sopiti, di rimproveri non più velati.

Ognuno trincerato nelle proprie ragioni, sordo ai richiami dell'altro.

Indifferente alle mani tese in cerca di una carezza..... da dare o da ricevere.

Attimi, in cui il bisogno dell'altro si tramuta in dolore fisico.

Ma mai nello stesso istante.

Vite parallele, che corrono impazzite.

Vite in autostrada, a volte si scontrato, ma si tratta solo di un piccolo incidente, poi....

La corsa riprende.

Basta, vorrei fermarmi..... vorrei lasciarmi andare al lato della strada.

Godere della frescura di un albero che possa ripararmi dal sole e dalla pioggia.

Che possa essere un rifugio....

Il mio!

Postato da: Stone_Heart a 08:47 | link | commenti (1) |

Amico

Oggi ripenso a te, mio dolce e insostituibile amico. Vedo il tuo sorriso e ti rivivo nelle canzoni che mi hai passato per poterle magari ascoltare insieme.

Lontani, forse troppo... e i se e i ma si affollano nella mia mente.

Ma è bello pensarti, crogiolarmi nei ricordi, richiamando alla mente la tua voce, a tratti ironica.

Lo so, sarai parte per sempre della mia esistenza, forse perchè... chissà..... lo sei sempre stato e anche prima di incontrarti in questa vita.

E' qualcosa che ci siamo sempre detti, una conoscenza che sembra venire da lontano, un conoscersi che è stato più un ritrovarsi.

Sono fortunata amico mio, io ho avuto la fortuna di potermi cullare in questi pensieri, che illuminano anche le giornate grige.

Chissà se anche tu provi, qualche volta, queste mie stesse sensazioni.... magari si.

Un bacio amico mio, ti voglio davvero molto bene... e...

Al prossimo incontro!

Postato da: Stone_Heart a 12:25 | link | commenti (8) |

Una giornata di sole

Uscire quando è ancora buio.
L'aria è dolce e accarezza il viso.
Musica soffice nelle orecchie, mentre l'asfalto scorre veloce come un nastro d'argento.
Il cielo che schiarisce, illuminandosi di colori nuovi.
L’anima che segue quel mutamento, stupita e felice.
Un giorno nuovo.
Un sole nuovo che scalda.
Un sorriso sul viso.
Socchiudo gli occhi come un gatto, guardandomi ancora intorno.
Ogni cosa mi colpisce.
Ogni sfumatura arriva ai miei occhi colmandoli di sorpresa.
Mormoro piano tra me
“Buongiorno mondo.”
……..
E poi……
Canto……

 

Postato da: Stone_Heart a 08:26 | link | commenti (7) |

Mattino

Mi sveglio. Resto sospesa per lunghi istanti tra realtà e sogno.
Le forme stentano a riprendere i contorni consueti.
Chiudo gli occhi ancora.
Non voglio. Non ancora.
Pigramente mi stiro, mi giro tra il caldo delle lenzuola.
Un suono fastidioso si fa strada nella mia mente ancora dispersa.
Allungo la mano per farlo cessare.
Freddo!
Non voglio. Non ancora.
Ma la realtà preme bussando prepotentemente alla porta.
Devo!
Con fatica ritorno.
Caffè, nero.
Ma di corsa torno nel mio rifugio caldo.
Lo sorseggio rimanendo al buio.
Ancora un pò.
La notte è ancora qui con me.
Qualche istante ancora.
Poi..... mi abbandona.
E riprendo ad essere.
Non vorrei... ma devo.
E allora via
Senza indugi.
Ancora un giorno.
Poi di nuovo... notte

Postato da: Stone_Heart a 06:01 | link | commenti |

Alba

E' l'alba, il mondo si sveglia intorno a me.
Echi di sogni evanescenti ancora si rincorrono nella mia mente.
Inconsistenti e leggeri mi avvolgono come fumo.
Pensieri ancora confusi.
L'alba che illividisce i colori restituendo solidità al mondo reale.
Rimpiango le notti solitarie.
Rimpiango la capacità di sognare.
Cavalco l'onda del vento che mi avvolge.
Lascio che i pensieri mi travolgano
scuotendomi nel profondo più intimo e segreto.
So ciò che vorrei eppure lo rifuggo.
Mi spaventa dover decidere ancora una volta.
Dover passare ancora una volta
come il carnefice con l'ascia che recide.
Recide sogni o piccole certezze
di una vita vuota e di desideri deboli e malati.
Eppure qualcosa dentro di me mi sussurra
che nulla cambierà.
Fino a quando io non tornerò ad essere ciò che sono.
Che la compassione e l'amore a nulla portano.
Se non ad una sofferenza che viene centellinata
giorno dopo giorno
fino a farla apparire normale.
Fino a farne uno stato perenne.
"Vuoi tornare a spegnerti?"
E' la voce, la mia voce che rimbomba impietosa nella mia mente.
"No!"
E mi sembra di gridarlo, anche se la mia bocca resta muta.
"No!"
Un semplice sussurro, ma già mi dico.
"Ancora no però. Ancora una possibilità, perchè la nostra vita si compia.
Perchè alle promesse di felicità venga data una chance."
E sia, ancora per qualche tempo, aspettando un cambiamento
che forse non avverrà mai!
Mai
Una parola che suona definitiva
come i rintocchi di una campana solitaria
che suona a morto!

Postato da: Stone_Heart a 07:18 | link | commenti (5) |

Poesie

Adoro questo autore....

Non sono nulla, non posso nulla,
non perseguo nulla.
Illuso, porto il mio essere con me.
Non so di comprendere,
né so se devo essere,
niente essendo, ciò che sarò.
A parte ciò, che è niente, un vacuo vento
del sud, sotto il vasto azzurro cielo
mi desta, rabbrividendo nel verde.
Aver ragione, vincere, possedere l'amore
marcisce sul morto tronco dell'illusione.
Sognare è niente e non sapere è vano.
Dormi nell'ombra, incerto cuore.
(F. Pessoa)

Postato da: Stone_Heart a 07:06 | link | commenti (1) |

Pensieri notturni

E mi fermo a guardare, l'eterna altalena.
Moto perpetuo che sembra non aver mai fine.
Eppure più di una volta ho pensato che la vita è fatta di cose passate e speranze future.
E' sempre il presente a deluderci.
Altalena di stati d'animo.
Altalena d'emozioni.
Questo il presente mi offre.
Un perenne stato vissuto con il cuore alla gola.
Aspettando che le corde si spezzino per la troppa tensione.
Aspettando di precipitare nell'abisso al di là dei miei piedi.
Ma è un attimo e mi ritrovo in alto.
Ma cadere da lassù farà ancora più male!

Postato da: Stone_Heart a 00:01 | link | commenti |

Pensieri

Notte, il sonno tarda a venire.
Troppi pensieri girano vorticando nella mia mente.
Scacciarli è impossibile.
Sogni infranti in una realtà banale.
Parole che feriscono. Silenzi che uccidono più delle parole.
Neanche la rabbia riesce a penetrare il senso di oppressione che dilaga.
Foglie disperse nel vento. Questi i miei pensieri.
Speranze deluse, ancora una volta.
Non ci sono lacrime.
Solo macigni che crescono con il passare del tempo.
Schiacciano ogni emozione, ogni palpito di vita.
La roccia è dura, neanche il vento più impetuoso riesce a scalfirla.
Il tempo scorre, inevitabile, su una vita grigia.
Chiudere gli occhi. Ma non c'è possibilità.
Sono spalancati eternamente nella stessa espressione di vago stupore.
Una domanda inespressa che aleggia su di essi.
Perchè......
Non esiste risposta.
Non basterebbero mille anni e ancora mille per trovarla.
E resto a guardare
Resto in attesa di ciò che verrà.
Fatalmente inevitabile.....

Postato da: Stone_Heart a 00:22 | link | commenti (1) |

Poesie

Raggiungimi perchè il mio cuore è solo
sull'orizzonte del cielo;
vieni, canta e dimmi:
"Vivremo, ogni incontro sarà una sorgente.
(Zakiya Malallah)

Postato da: Stone_Heart a 15:43 | link | commenti (1) |

Poesie

Il tuo cuore lo porto con me

 Il tuo cuore lo porto con me,
 Lo porto nel mio,
 Non me ne divido mai,
 Dove vado io, vieni anche tu mia amata,

Qualsiasi cosa venga fatta da me, la fai anche tu, mia cara,
Non temo il fato, perché il mio fato sei tu, mia dolce,
Non voglio il mondo, perché il mio mondo, il più bello,
Il più’ vero sei tu.

Questo è il nostro segreto profondo,
Radice di tutte le radici,
Germoglio di tutti i germogli,
Cielo dei cieli di un albero chiamato vita
Che cresce più alto di quanto l’anima spera
E la mente nasconde
La meraviglia che le stelle separa,
Il tuo cuore esiste nel mio…

Ecco il segreto più profondo
Che nessuno conoscerà’ mai
Radice delle radici
Germoglio dei germogli
E cielo dei cieli di un albero chiamato vita
Che cresce più alto di quanto l’anima possa sperare
Più vivo di quanto la mente possa celare
Prendo il tuo cuore lo porto con me…nel mio.
[Edward Estlin Cummings]


 

E' molto bella.... la adoro....

Postato da: Stone_Heart a 11:09 | link | commenti |

Pensieri

Un'altra notte è passata. Sogni inconsistenti ancora evanescenti presenze nella mia mente. Parole, prive di significato hanno seguito il sorgere del sole.
Domande a cui ancora non riesco a dare una risposta.
La fine, l'inizio o un lungo dipanarsi senza fine?
Non lo so, è stanca la mente di pensare, è stanco il cuore di soffrire.
A lungo ho anelato all'assenza di emozioni, eppure ancora non ho trovato la cura per esse.
A tratti mi sembra di riuscirci, a tratti mi sembra di riuscire a sopirle, ma ancora vivono, non sono ancora estirpate per, infine dare la pace.
Parole, ne seguiranno ancora altre.
Ma cos'è una parola se non un susseguirsi di suoni a cui abbiamo dato significato.
Significato che cade quando si ascolta ma senza sentire.
Musica, forse parlerebbe di più, forse scuoterebbe di più. Ma non nse sono capace, non più. Le note avvizziscono sulle mie labbra, le mani si paralizzano quando tentano di suonarle.
Aspetterò, in eterno forse, senza conoscere se la felicità è qualcosa di più di uno strappo all'agonia.

Postato da: Stone_Heart a 09:39 | link | commenti (5) |

Pensieri nel vento

C'è silenzio intorno a me, un silenzio denso e pesante, difficile da sopportare.
Chiusa nella mia fortezza di pietra, mi illudo che le parole appena passate non possano scalfirmi. Ma ogni parola è una ferita profonda, un graffio indelebile nel marmo, che resterà a testimonianza di quanto è accaduto.
I giorni scorrono veloci. Vorrei chiudere gli occhi e tuffarmi in una notte eterna, da cui il sole venga bandito per sempre.
Una notte in cui mi posso permettere di osservare il sonno degli altri, mentre la mia veglia si fa infinita.
Percepire su di me l'alito del vento, che sferza ciò che carne più non è.
Illusioni.... memorie.....desideri.... tutto che scompare, con una dissolvenza che sa di fuoco e polvere.
Fuoco che brucia ogni sofferenza, che divampa con ira purificatrice... Polvere ciò che rimarrebbe dopo il suo passaggio. Polvere che si posa leggere a coprire ciò che ancora non è andato distrutto.
L'oblio..... cosa ci può essere di meglio?
Lasciarsi andare, non combattere più. Non rialzare la testa dopo la sconfitta, ma restare a giacere, con la guancia poggiata sulla nuda terra, respirando i suoi odori penetranti.
Poter dire...
"Basta!"
Non spetta più a me, il mio contributo di sangue l'ho dato. Ora lasciate che tutti si dimentichino di me. Lasciatemi alla dimenticanza dei popoli e delle genti. Perchè tutto ciò che ho fatto non è degno di essere ricordato.
L'angelo guerriero non esiste più!
L'angelo ha lasciato cadere la sua spada, ha spezzato la sua lama contro potenze d'acciaio. Ha respirato polvere da sparo contro cui nulla poteva.
L'angelo dell'illusione, che pensava bastasse abbracciare una giusta causa per non essere sconfitto.
L'angelo delle parole, che credeva di poter sconfiggere la violenza con esse.
L'angelo della ragione, che pensava di poter esprimere le sue convinzioni senza usare armi nè artifici.
L'angelo sconfitto, che non chiede pietà per ciò che è stato.
Errare....
Leggo questa parola e mi rendo conto del suo doppio significato.
Errare per errare.....
Vagabondare per lasciarsi la possibilità di sbagliare.....
Forse questo ho fatto io... Forse la più grande menzogna è stata quella di pensare che mi trovassi a combattere... invece vagavo solamente senza meta. Mi perdevo negli intrichi di quel cammino che non mi portava da nessuna parte, raccogliendo per la strada solo i frutti dell'albero dello sbaglio, marci ancor prima di cadere dai rami.
Così è.... così è stato.... nessuna speranza per un futuro che non può cambiare.
Se si nasce pietra non si può diventare pianta.
E sia.... e sia....
Il destino si compia..... agogno solamente il nulla, a coronamento di un'esistenza vuota e vanesia....
E sia..... sono qui...... prendimi....... fai di me ciò che è scritto.
Nessuna ribellione... nessun grido... nessun pianto.....
E sia... sono qui....

Postato da: Stone_Heart a 14:50 | link | commenti (1) |

Ancora qui...

Tornata, ancora una volta. Nel mio rifugio per i tempi difficili. Sto provando a vivere ancora, ma il sangue che riprende a scorrere nelle vene fa male. Brucia al suo passaggio, la carne e l'anima.
Vorrei tornare ad essere pietra, immergermi nel silenzio che ti accoglie benigno. Come quando entri in una cattedrale, la luce è soffusa, i rumori restano chiusi fuori. Anche se non credi, una sensazione di pace ti scende nell'anima.
I marmi, le statue che ti guardano con i loro occhi spenti.
Io... Una statua....
Io... l'angelo di pietra.
Io così vorrei tornare, spegnere la luce dai miei occhi, riempire le orecchie dei marmi per impedirmi di ascoltare. Affondare i piedi nella pietra dura, così che non si possano più muovere.
Sono spenta.....
Lo so, ma non posso farci nulla....
Lasciatemi dormire... solo un pò.... lasciatemi riposare nell'oblio.... Ancora un poco....
Non portatemi via, lasciatemi in quest'angolo di nulla......

Postato da: Stone_Heart a 10:04 | link | commenti (1) |

Pensieri

La musica va, un sottofondo leggero. E’ quella che più amo in questo periodo, dolce e malinconica. Jazz, delicato. Voce arrochita dal fumo delle tante sigarette, come quella che ho acceso ora.
Volute di fumo si arrotolano su se stesse e salgono verso il soffitto, passando davanti ai miei occhi e rendendo tutto più irreale.
Magia in questa notte, la posso percepire anche così. Qualcosa che mi avvolge, accarezzandomi piano. Le palpebre sono pesanti, ma la voglia di spezzare questo incanto ancora non c’è.
Mi lascio trasportare dalle note del pianoforte e della tromba. Una canzone dietro l’altra e scrivo parole che forse sono un po’ senza senso.
Sensazioni strane si rincorrono nella mente e nel cuore, una struggente malinconia, ma per cosa in tutta onestà non lo so. Forse è semplicemente per il tempo che scorre, per la notte che si dipana come seta sotto la spinta pressante di una tessitrice che lavora senza sosta. E’ in notti come questa che antichi interrogativi tornano, ma le risposte ancora non ci sono e forse non ci saranno mai.
Volti, voci, echi lontani sono intorno a me, alcuni conosciuti altri un po’ meno.
Brandelli di conversazioni fatte mi ritornano alla mente e con essi la solita domanda.
“Ma infine, chi sono?”
Provo per l’ennesima volta ad analizzarmi, provo di nuovo a mettermi a nudo e, come scrissi tanto, tanto tempo fa, a scendere scalza nel mio cuore.
Echi ritornano, ma non vorrei usare le stesse parole. Sono cambiata ora, non sono più l’animale ferito che cercava un posto buio per leccare le sue ferite. Ho riaperto la porta al mondo e l’ho lasciato entrare. Forse prima o poi però mi deciderò anche io ad uscire per incontrarlo.
No, la realtà è che ancora non l’ho fatto. Sono seduta qui, in questa mia nicchia protetta, dove posso osservare, dove qualcuno a volte è ammesso. Ma non tutti… ma non sempre.
Mi guardo in uno specchio immaginario, il mio viso lo conosco ma cerco di scrutare al di là della mera apparenza, fisso gli occhi nei miei stessi occhi. Si spalancano un po’ stupiti. Si sono i miei, su di loro non ho alcun dubbio. Ancora non ho imparato a mentire con gli occhi, prima o poi… forse…..
Cerco di vedere la me stessa che celano, mi dico che si, sono cambiata realmente. Ora ho i piedi saldamente ancorati a terra, guardo alla realtà cercando di non far deragliare questo treno che è la mia vita. Obiettivi raggiungibili di fronte a me, un benessere che cerco di raggiungere con tutta me stessa. Una persona razionale che programma la sua vita secondo schemi prefissati. Convenzionali direbbe colei che è riflesso della mia anima.
Un moto di ribellione in me.
Certo, cosa c’è che non va nelle convenzioni? Ci fanno diventare socialmente accettabili, membri onorabili e rispettati in questa vita.
Rileggo e mi viene da ridere delle mie stesse parole, gli occhi ridono insieme a me!
Ma a chi la voglio dare ad intendere? Le convenzioni sono quanto di più mi è odioso. Non ci riesco proprio ad uniformarmi, almeno non completamente… almeno non intimamente.
D’accordo, riproviamo di nuovo. Da capo, si rilegge il copione perché l’interpretazione è errata.
“Analizza, osserva e trai le conclusioni. Cosa vedi?”
“Una donna, su questo non c’è dubbio. Una donna sicura. Ecco qui qualche piccolo appunto è d’obbligo. Sicura in cosa? Nel lavoro? Si certo. Lì c’è la consapevolezza di avere le capacità per svolgerlo nel migliore dei modi. C’è la preparazione, la caparbietà di portare avanti le proprie idee e di non farsi schiacciare neanche dalla stupidità di alcuni. La stupidità… quanto di più pericoloso ci sia nel mondo.”
“Attenzione, stiamo divagando, torna all’argomento principale. Nel lavoro siamo a posto, per il resto?”
Un attimo di smarrimento.
“Il resto? Cosa intendi dire con il resto?”
“Lo sai, il resto, la vita vera. Mica vorrai lasciare intendere che vivi per il lavoro.”
“O cielo! No, assolutamente. Neanche mi piace. Lavoro per vivere, di certo non il contrario.”
“Bene, allora continua. Analizza, osserva e trai le conclusioni.”
“La mia vita.”
 Rifletto su questo punto.
“Ho amici sinceri, qui non si discute. Questo punto è più che assodato. Forse ne posso contare più di tanti altri. Ho una famiglia. Anche qui non c’è nulla da dire. Cerco di dare loro il meglio che posso, certo qualche sbaglio lo farò, ma saranno sbagli fatti in buona fede, spero che comprenderanno e perdoneranno.
Tutto quello che vedo fino a questo momento non mi fa cambiare di una virgola la definizione data all’inizio, una donna con i piedi ben piantati a terra.”
“Ti fermi di già? Potresti dire anche che sei superficiale allora, fino a questo momento non sei andata molto a fondo nella tua analisi.”
“Accidenti, come se fosse facile. Ci sto provando cosa credi?”
“Allora tenta con un po’ più di convinzione. Che cosa ti fa pensare di essere riuscita ad aggrapparti al terreno al punto da poterti definire in questa maniera.”
“I fatti, diamine. Lo dimostrano i fatti, riesco ad andare avanti da sola. Riesco a gestire le cose. Non ho desideri né sogni campati per aria. Sono riuscita a debellarli dalla mia vita, come si fa con un’influenza fastidiosa.”
“Non scaldarti, non ce n’è alcun bisogno. Stai tranquilla e continua nella tua osservazione. Sei davvero convinta di averli definitivamente scacciati dalla tua mente.”
Sospiro, quanto è fastidiosa la voce della coscienza. Non ne vuol sapere di stare zitta e accettare come dato di fatto quanto sto dicendo.
“D’accordo allora, continuiamo. Ma poi se torneranno le paranoie sarà colpa tua, maledettissimo grillo parlante. Ci siamo intesi?”
“Intesi. Ora continua.”
“Proviamo allora a cambiare punto di vista, forse così mi sarà più semplice analizzare le cose. Gli altri come mi vedono?”
“E ci risiamo, la tua purtroppo è una fissazione e lo sai. Ma se vuoi provare così, andiamo avanti.”
“A volte è la cosa migliore per capirsi, quindi lasciami fare. Direi che gli altri mi vedono come mi sono descritta sopra. Una donna che cerca qualcosa di tangibile per migliorare la sua vita. Oserei dire, qualcosa di estremamente materiale.”
“Sei proprio così sicura che tutti ti vedano così? Ti devo ricordare l’ultima uscita, quando anche le tue amiche si sono stupite vedendoti cadere quasi nel panico? Per cosa poi, dovevi semplicemente incontrare delle persone, se fossi stata così sicura, non avresti dovuto avere problemi.”
“Ti odio!”
L’esclamazione mi sale alle labbra quasi naturale.
“Cosa c’entra ora quella serata, sai bene che si trattava di una situazione particolare, a cui non sono abituata. E’ normale che ci fosse la voglia di scappare.”
“Normale, torni a farti scudo con questa parola e io non ho voglia di stare qui a disquisire su ciò che sia normale o meno… e soprattutto per chi. Fatto sta che mi sembra che solo tu avevi voglia di scappare e ti si leggeva in viso. Avevi la classica aria da animale braccato.”
“Va bene, forse un po’ hai ragione. Il problema è che mi lascio sempre travolgere dagli eventi, però poi dopo è andata piuttosto bene.”
“Certo, talmente tanto bene che come sei uscita ti sei fatta non so quanti chilometri per poter smaltire la serata. In macchina, di notte e con la stanchezza che montava peggio di una marea estiva.”
“Sei pedante quando fai così.”
“Semplicemente ti dico la verità, ma non ti fermare continua.”
“Magari hanno scoperto un lato di me che non conoscevano, quello timido. Lo so, non me lo dire. Hanno visto per una attimo fugace la mia vera essenza senza maschera. D’accordo, le persone mi fanno sempre paura, questo ancora non l’ho superato. Temo il giudizio degli altri e per questo tento di uniformarmi a ciò che si aspettano da me. Sei contenta ora?”
“Un piccolo passo, ora vai avanti. Lascia cadere la maschera e guardati finalmente allo specchio.”
“E se quello che vedrò non dovesse piacermi? Cosa faccio?”
“C’è ben poco da fare, non è che facendo lo struzzo e infilando la testa sotto la sabbia cambi la situazione. Magari prendi coscienza e cerchi di modificare quei lati di te che non ti piacciono.”
“Don Chisciotte contro i mulini a vento. Ti ricordo che è una storia già scritta.”
Rispondo leggermente stizzita, silenzio dall’altra parte, un silenzio che si protrae a lungo, diventando imbarazzante. Allora lo spezzo e riprendo a parlare.
“Hai vinto. E’ vero, sono spaventata dalla vita, spaventata soprattutto dalla mia possibile incapacità a gestire determinate situazioni. Ho tentato di bandire i sogni dal mio cuore, ma in realtà li ho solamente chiusi in uno scompartimento molto più profondo rispetto agli altri. Uno scomparto in cui sono conservate un sacco di cose di me. Ricordi, speranze e aspettative. Ho cercato di darmi degli obiettivi più alla mia portata, per non continuare a sentirmi frustrata dalla mia incapacità di realizzarli.
Eppure, nonostante io mi sforzi, non riesco ad essere quella che vorrei. Hai visto anche tu quello che è successo oggi. Non posso neanche mostrare un pizzico di amicizia in più verso qualcuno, che immediatamente vengo fraintesa.”
“Ora non esagerare, non sei stata completamente fraintesa. Ti ha solamente detto di stare attenta, che gli puoi far perdere la testa. Evidentemente ha notato qualcosa. Ti interessa quella persona? Non credo, quindi fai attenzione a come ti muovi. Anche lui ha voluto metterti in guardia su questo.”
“Sarà anche come tu dici, ma possibile che io non possa scherzare con un uomo? Comunque, porremo rimedio anche a questo. Vedrò di essere il più distaccata possibile, almeno nessuno potrà avere da ridire. Comunque, se lui ha notato qualcosa, questo qualcosa di certo non è condiviso dall’altra, ha scosso la testa e mi ha guardato, quasi a dirmi… <non ci fare caso>. Questo almeno un po’ mi consola. Che altro posso dire però?”
Torno a guardarmi negli occhi, la voce tace. Mi lascia fare senza intervenire. Cosa vedo in questi occhi. Si ha ragione, sembrano quelli di un animale braccato in cerca sempre di una via di fuga. Cerco conferme eppure quando le persone danno idea di avvicinarsi troppo, prendo e scappo. Non fatico ad ammetterlo, nella fuga sono impareggiabile.
Cos’altro riesco a vedere? Sono occhi che credono ancora?
Si, decisamente si. Non posso fare a meno di notare un barlume di speranza, certo è abbastanza nascosto, eppure c’è. Brilla, lo vedo.
“Basta! Non mi porta ad un bel niente questa digressione su ciò che sono. Mi instilla solo dubbi e non ho bisogno di dubbi, ma di certezze.”
“L’uomo è dotato di intelletto per continuare a porsi delle domande. Se nessuno mai avesse avuto un dubbio saremmo ancora all’età della pietra.”
“Non importa, io di certo non devo vincere il premio Nobel, quindi preferisco avere le mie poche certezze e lasciare i dubbi alle grandi menti.”
“Guardati, un’ultima volta. Poi ti lascerò in pace.”
“Prometti.”
Il silenzio è come un assenso per me, guardo ancora nei miei occhi. Li spalanco un po’ per poter guardare sempre più profondamente.
Riesco a vedere una cascata, l’odore umido del muschio bagnato nasce dalla mia memoria. Rivedo una notte con un cielo stellato che mette i brividi. Risento la musica, le tante parole. Il calore degli abbracci, l’odore di un’infanzia che se allungo la mano mi sembra di poterla toccare, invece è lontana, forse troppo lontana. Vedo il nastro d’argento della strada che si dipana velocemente dinanzi a me, il fumo di una sigaretta che sale verso l’alto. Vedo una distesa d’acqua, scossa dall’impeto di un vento arrogante e volitivo. Vedo una barca con le vele spiegate che solca quel mare, all’apparenza sicura ma se ti avvicini abbastanza la potrai vedere beccheggiare sulle onde. Sento il richiamo degli uccelli, sento in lontananza l’ululare di un lupo. Ragnatele che sembrano accarezzare il mio viso prima di squarciarsi definitivamente. Vedo occhi che cercano altri occhi, mani che si accarezzano delicatamente. Sorrisi e lacrime… e ancora sorrisi. Speranze che nascono e che muoiono, ma che come la fenice tornano a risorgere dalle loro ceneri.
Vedo ciò che vorrei essere e ciò che sono ora. Il viso vorrebbe voltarsi, ma lo sguardo è incatenato su quelle due figure a confronto.
“D’accordo, ho capito. Hai vinto. Ci sono ancora, non li ho abbandonati. Semplicemente li ho riposti per un certo periodo. Questo concedimelo. Ho bisogno di riprendermi, ho bisogno di capire quale possa essere la strada migliore per portarli avanti. Magari tra un mese… magari tra cento.”
“E sia così come tu vuoi. Un passo avanti forse l’hai fatto… o magari è il passo del gambero, che ti riporterà al punto di partenza. Non perdere mai però la capacità di ascoltarmi, non imbavagliarmi mai. Perché io sono parte di te. Tienimi sempre con te e dammi la possibilità di venire fuori, qualche volta.”
Sorrido e annuisco.
“Certo amica mia, coscienza di me stessa. Ora però si è fatto tardi, ci aspetta l’ultima sigaretta e poi l’oblio del sonno ci prenderà portandoci dove vuole. Il mattino ci troverà di nuovo qui, non ricorderò, se tu sarai clemente. Altrimenti ci saranno quei ricordi che si afferrano solo nell’attimo del risveglio, ma poi si perdono, catturati dai raggi del sole che li porta in alto, là dove nessuno potrà mai arrivare a ghermirli.

Postato da: Stone_Heart a 02:50 | link | commenti (3) |

Stasera ho ricordato, momenti che pensavo di aver dimenticato. Ho ricordato le lacrime passate.... ad un certo punto... ho anche perso il filo, mentre parlavo. Mi hai detto che ho fatto un giro impossibile per arrivare al punto.... E' vero, sono così, quando non ascolto... quando mi metto a parlare... a volte è come un fiume in piena, travolge ogni buon proposito.

La cosa bella però... è che ho ricordato senza rabbia, senza dolori nè rancori. Questo mi ha fatto bene....... Non ho dimenticato... quello non è possibile... ma ho superato ogni cosa. E' stato bello ridere alla tua battuta...... "Finalmente"..... quando ti ho tenuto tutto quel tempo ad ascoltare discorsi che non sapevi minimamente dove sarebbero andati a parare.....  Il tempo è volato... eppure continuare a parlare per allontanare il momento in cui avremmo dovuto inevitabilmente mettere giù.

E' stato bello....... E sorrido mentre scrivo...... e dico io ... "Finalmente"... qualcosa di bello, qualcosa di vero... qualcosa che fa battere il cuore... Lo fa galoppare e gli fa fare mirabilanti capriole.....

Finalmente......

 

Postato da: Stone_Heart a 21:13 | link | commenti (9) |

Quando scende la notte è impossibile fermare il flusso dei pensieri....... tristi il più delle volte, che premono alle porte della mente. Non serve tentare di scacciarli, sono lì.... si può solo accettarli, cercando la musica più adatta a far loro da colonna sonora. Non è difficile...... musica che ti avvolge, spengo la luce... chiudo gli occhi, lascio che mi pervadano. Lacrime calde, lacrime che non hanno un senso... bagnano le ciglia, le guance.... le labbra desiderose di baci che non arrivano. Trovare un senso è difficile, non ce n'è quando la notte scende silenziosa nel cuore. Affannarsi alla ricerca di significati è inutile.... sono le sensazioni che abitano questa notte, ali di farfalla che ti sfiorano, petali che cadono... ognuno con il suo profumo. Lasciarti sommergere è facile, fin troppo. Ed io lo faccio, ad occhi chiusi..... le mani che non hanno bisogno della vista per riportare parole...... lascio che vadano.... sanno cosa vogliono scrivere... non è mia la volontà che le guida. Potrei riaprire gli occhi, leggere ciò che è rimasto..... ma non lo cancellerei mai, sono tracce indelebili della mia anima, che non grida.... ma sussurra in questa notte... Sussurra melodie, dimenticate per un pò. Petali che continuano a scendere, sospiri di angeli che non sanno più volare.... e si lasciano cadere. Fiocchi soffici illuminati dalla luna, che li rende preziosi come diamanti.... ma che quando toccano terra si sciolgono.... si mischiano al fango...... si trasformano.... Non c'è più nulla di brillante, quando toccano terra.... non c'è più nulla di poetico.

Pensieri disordinati.... che parlano di emozioni... che parlano di me.... forse.... o solo dell'immagine di me che vedo riflessa attraverso i vetri, colmi di pioggia, che li riga. Gocce che rotolano una dietro l'altra.... a volte si incontrano... si fondono... ma non tutte. Ci sono gocce che rimangono sole, vibrano per un attimo, prima di rilasciare la loro scia. Si consumano, tanto che ti chiedi se siano mai esistite....

Non so perchè proprio questa notte ho voluto scrivere.... perchè questa notte la sento diversa da mille altre...... Brividi, anche se non è freddo intorno a me, il freddo forse è solo dentro di me..... Lo avverto sotto la mia pelle, striscia nell'ombra... mentre gli occhi sono ancora chiusi, ostinatamente. Perchè aprirli sarebbe perdere questa finestra su un altrove.... che non raggiungerò mai..... Angelo con le ali spezzate, beffato dal destino che lo vuole inchiodato, racchiuso in una pietra... che giorno dopo giorno è sempre più pesante portare.

Una volta qualcuno mi disse.... Ognuno ha il suo fardello da portare... ma il mio pensavo di averlo lasciato cadere tanto tempo fa... anelavo alla libertà, non accorgendomi che avevano solamente allungato le catene. Crudelmente la vita mi ha fatto credere che avrei potuto correre, libera finalmente e leggera. Ma la corsa è durata poco, le catene si sono tese, gettandomi a terra...... Quanto è amaro il sapore della polvere, quando si cade. Ti riempie la bocca, non riesci più a respirare... gridare... è solo un sogno. Quel grido fa eco solamente nel tuo cuore, nessuno lo può sentire... nessuno lo può capire.

So che riaprirò gli occhi solamente per rendere definitive queste parole.... eppure... ho paura di smettere di scrivere... c'è sempre una minaccia nella parola "definitivo".... qualcosa a cui non si può porre rimedio... ma io poi lo voglio davvero?....... Sarebbe facile tenere il dito premuto su un tasto, vedere il cursore che mangia tutte le parole scritte...... lo farò?..... no ... non credo..... non voglio, domani voglio rileggere di questa notte.... del bagno di petali profumati...... lacrime che fanno da rugiada........

Domani.... si domani... forse sorriderò con te di questa notte.... domani forse la mia testa si poserà sul tuo petto... e ciò che ascolterò sarà solamente la musica del tuo cuore..... domani... forse..... ma è già domani.........

E allora si spegne la luna.... si spegne la notte.... una ad una si spengono le stelle, che vorrei farti vedere riflesse nei miei occhi. Si spengono i rumori, la musica sfuma..... il buio si fa assoluto..... e non è il tuo battito che sento... ma il mio ... solitario assolo..........

Un'altra notte passerà..... un'altra notte... uguale a mille altre........ per molti forse... ma non per me.....

Postato da: Stone_Heart a 00:31 | link | commenti (4) |

stordirsi serve?... A volte si, ma non sempre. Come non sempre ci si riesce.... Lasciare che la musica, a tutto volume entri in te, le note della batteria che senti dentro e rivaleggiano con i battiti del cuore...... Eppure, anche così... ogni cosa sembra amplificarsi. Vorresti mettere a tacere tutto il resto, ma i sensi eccitati percepiscono ogni piccola sfumatura, fuori e dentro il tuo corpo. Muoversi un pò, guardarsi come dall'esterno e essere al contempo consapevole di ogni tua più piccola cellula, che si espande per poi tornare a contrarsi. L'elettricità che senti intorno a te... è anche dentro di te, muove il tuo essere come un fiume in piena, che lotta con gli argini e li erode, strappandone via pezzi su pezzi... portandoli a valle, portandoli lontano.

Potenza e debolezza, in lotta continua. La prima che cerca di distruggere l'altra, che sfugge come una biscia nel fango. E la musica va.... E il sangue scorre veloce, le vene pulsano, la pelle rabbrividisce, gli occhi si spalancano lucidi e brillanti. Muoversi su una linea immaginaria, l'abisso che occhieggia sotto di te, invitante come il nettare più dolce, fiore profumato che nasconde spine acuminate. Eppure la musica ti spinge ad andare avanti, incurante di tutto..... i piedi che si posano sulla linea, un passo dopo l'altro. Le braccia aperte sull'infinito reggono l'equilibrio precario. Ad ogni colpo di batteria sembra che una folata di vento voglia portarti giù.... eppure i passi proseguono.

Immagini che si susseguono una dietro l'altra, come spezzoni di un film. Fari che bucano la notte, vento tra i capelli... LIBERTA'. Il piede che pigia sul pedale, la barra del tachimetro che avanza, il motore ruggisce quando scali la marcia, una curva..... le ruote che stridono, la macchina come una belva che si fa fatica a controllare. Potenza e debolezza..... ancora quella è la lotta. Ma tu sei più forte, controlli e con un balzo superi l'ostacolo.... ed è solo la notte che ti fa compagnia. La striscia d'asfalto che veloce scorre sotto di te, sempre più veloce...... davanti non vedi altro che una freccia nera, su cui tu avanzi. Un aculeo pronto ad infilzare la preda predestinata.......... Sembra quasi di volare.......

Ma ancora immagini, perchè la mente non ha freni... cambia la melodia, cambiano anche loro. Una montagna, il picco più alto. Il vento che fa sbattere i vestiti incollandoli al tuo corpo. Le braccia si aprono, come per abbracciare l'universo. Un respiro... e lasciarsi andare nel vuoto. L'impatto con l'aria sembra rallentare la tua corsa, ma inesorabilmente precipiti. Le tue orecchie fischiano, il sangue preme sulle pareti venose, la pelle si tende spinta da una forza sconosciuta. Potresti continuare a cadere per sempre... oppure infine, imparare a volare.........

Ma non lo saprai mai, gli ultimi accordi si spengono...... gli occhi si riaprono, immagini familiari, sicure di una gabbia la cui chiave è stata buttata tanto... troppo tempo fa. La serratura è ormai arruginita.... i cardini sembrano fusi tra loro.......

Non ne uscirai mai!

Postato da: Stone_Heart a 19:23 | link | commenti (2) |

Luci soffuse,  la musica che va. Lenta malinconica. Con lo sguardo seguo i disegni del fumo della mia sigaretta, mentre lascio i suoni pervardermi, insinuarsi in me suscitando sensazioni che la mia mente si rifiuta di analizzare. Le accetta per quello che sono, lasciando che scuotano la mia anima. Non ho voglia neanche di pormi le solite domande, lascio che sia la musica ad ottenebrare i miei sensi, trasportandomi in un mondo fluido, inconsistente dove posso navigare, lasciandomi andare. Sopra tutte le cose, le guardo vorticare sotto di me, quasi impazzite mentre io le osservo con distacco. Da quassù nulla ha più importanza, sono cose senza senso, che non mi appartengono più. Mi sembra di divenire incorporea, perdendo tutte le sensazioni tattili, percependo la realtà sotto altra forma. E' quasi un'esperienza mistica, da cui non vorrei tornare mai più.... Questo forse sarebbe il segreto, tanto cercato......... E la musica...... questa musica, la sento.... quasi una corrente elettrica, che attraversa l'aria che circonda il mio essere.... è lei che risveglia vibrazioni, tende le mie corde, invitandole a suonare melodie sconosciute.

Pensieri che nuotano disordinati in un mare di niente, si rincorrono liberi facendo capriole ed acrobazie. Li lascio andare, per loro conto, non tento neanche di imbrigliarli..... li seguo semplicemente.... mi lascio trascinare!

Postato da: Stone_Heart a 17:43 | link | commenti (5) |

Non celare il segreto del tuo cuore, amico mio.....

Dillo a me.......

Postato da: Stone_Heart a 20:01 | link | commenti (1) |

 E' successo... di nuovo. Mi sento... forse non lo so più neanche come mi sento. Difficile spiegare, poche parole e il mio cuore di pietra si sbriciola.

Eppure pensavo che la pietra fosse dura, che non la si potesse scalfire. Invece parole, che colpiscono duro come un martello e mandano in pezzi quello che pensavo di aver racchiuso bene, di aver nascosto a tutto.

Ma si, mi ripeto, in fondo che importa. Di un cuore di pietra tutti possono fare a meno, non vale nemmeno come fermacarte. Oggetto inutile come tanti nella vita delle persone.

Mi guardo intorno, tutto sembra differente, eppure nulla è oggettivamente cambiato da poche ore fa, anche se a me sembrano passati secoli.

Questa è la vita, voglio imparare ad osservarla senza farmi coinvolgere... mai più......

Magari questa volta riuscirò a farlo, questa volta non permetterò a nessuno di avvicinarsi.... questa volta.....

Postato da: Stone_Heart a 13:31 | link | commenti (7) |

Fili di seta, come ragnatele sul mio corpo, discendono mosse da una brezza leggera. Notte in bianco e nero, pelle come latte, che sembra vibrare, ma è solo un'impressione creata dai raggi lunari che giocano con la seta. L'immobilità non è di questo spazio, tutto si muove tranne l'angelo di pietra, immutabile nella sua posa, sguardo che sembra non posarsi su niente ma che coglie la completezza dell'inutilità di chi si dibatte.

L'umidità si condensa sul suo viso scolpito, lacrime sembrano discendere sulle sue guance, ma tutto è finzione, tutto fa parte di un grande spettacolo che viene messo in scena ogni volta che il sole cala dietro le montagne.... o forse dietro il mare, che si muta in inchiostro scuro e denso. Palpiti di vita che non è più.......

Ricordi.........

Ricordi.........

O forse solo sogni, scene immaginate e mai vissute.

Oblio.......

Anelato ma mai concesso, mentre il tempo passa e la pietra si consuma, lasciando mille granelli invisibili nel vento, che verranno portati lontano in questo mondo solamente immaginato.

Polvere.... solo polvere che si poserà su quanto ancora crede di essere vivo.

Menzogne.......

Menzogne........

Tutte quelle che sente sussurrare, tutte le promesse che ha visto infrangersi dolorosamente racchiuse nei mille perchè mormorati.... urlati........

Voglia di chiudere gli occhi, di abbassare quelle palpebre così pesanti. Abbiate pietà e ponete un velo sul suo viso, così che non debba più vedere....... così che possa riposare......

Per Sempre

Postato da: Stone_Heart a 19:57 | link | commenti (1) |